L’acqua che esce da un tubo nascosto non si vede quasi mai dove nasce. Si vede dopo: una macchia sul soffitto di sotto, il parquet che si gonfia, la bolletta che raddoppia, il contatore che gira di notte. Il mio lavoro è partire da quel segnale e arrivare al punto esatto del tubo, senza aprire mezza casa per cercarlo.
Qui ti spiego come lo faccio, con quali strumenti, quanto costa e quando invece non serve chiamarmi.
Rispondo anche di sera e nei festivi. Per le urgenze chiama, non scrivere.
Come capisci che hai una perdita nascosta
Questi sono i segnali che sento più spesso al telefono:
- il contatore si muove anche con tutti i rubinetti chiusi;
- la bolletta è salita molto rispetto agli stessi mesi dell’anno prima;
- c’è una macchia che si allarga, sul tuo soffitto o su quello del vicino di sotto;
- un punto del pavimento è più caldo degli altri, oppure le fughe delle piastrelle restano scure;
- la pressione della caldaia scende e devi ricaricare l’impianto;
- in giardino c’è un angolo sempre bagnato, anche quando non piove da giorni;
- senti un fruscio d’acqua nel muro di notte, quando la casa è silenziosa.
Il primo controllo lo fai da solo: chiudi tutto e guarda il contatore per mezz’ora. La guida al test del contatore ti dice come farlo bene e come leggere il risultato.
Come la trovo: prima il tratto, poi il punto
Non comincio mai a cercare a caso con uno strumento. Prima capisco quale tratto dell’impianto perde, poi cerco il punto su quel tratto.
1. Prova di pressione: quale tratto perde
Chiudo le valvole e metto in pressione un pezzo di impianto alla volta, con un manometro collegato. Se la lancetta scende, quel tratto perde. In una casa con il contatore in un pozzetto in cortile, la prima domanda è sempre: perde il tubo interrato tra il pozzetto e la casa, o l’impianto dentro? La risposta la dà il manometro, in pochi minuti.

2. Geofono: sentire l’acqua che esce
Il geofono è un microfono che appoggio sul pavimento o sul muro, punto per punto, lungo il percorso del tubo. L’acqua che esce da una crepa in pressione fa un fruscio. Dove il rumore è più forte, lì c’è la perdita. Funziona bene su massetti, piastrelle, cemento, asfalto.
Il limite: il rumore di fondo. Un frigorifero, una pompa di calore, il traffico della strada coprono il fruscio. Per questo a volte ti chiedo di spegnere tutto per qualche minuto, o torno la sera.
3. Termocamera: vedere il calore
La termocamera mostra le temperature delle superfici. Su un tubo dell’acqua calda o del riscaldamento a pavimento la perdita si vede come una macchia più calda che si allarga. È rapidissima e non tocca niente.
Il limite: con l’acqua fredda, o se il tubo è a 40 centimetri sotto un pavimento spesso, la termocamera da sola non basta. Te lo dico prima, non la uso per fare scena.
4. Gas tracciante: quando il geofono non sente
Quando la perdita è piccola, il tubo è profondo o la zona è rumorosa, uso il gas tracciante. Svuoto il tratto e lo riempio con una miscela di azoto e idrogeno, un gas non infiammabile fatto apposta. Le molecole di idrogeno sono piccolissime: escono dalla crepa e risalgono attraverso massetto, piastrelle o terra. Con un sensore passo sopra il percorso del tubo e trovo il punto dove esce.
5. Cercatubi e microfono nel tubo
Prima di aprire voglio sapere dove passa il tubo. Il cercatubi mi segue il tracciato sotto pavimenti e giardini. Per i tubi interrati lunghi e profondi uso un ricevitore Radiodetection, e un microfono che entra nel tubo, il PipeMic, che sente la perdita dall’interno: sono strumenti che uso quando il caso lo richiede.
Perdite nel riscaldamento
Se la pressione della caldaia scende ogni pochi giorni, l’acqua esce dall’impianto di riscaldamento. Prima di pensare al pavimento controllo le cose visibili: valvola di sicurezza della caldaia, raccordi dei termosifoni, collettori, vaso di espansione. Spesso è lì, e non serve rompere niente. Se l’impianto è a pavimento e i raccordi sono a posto, metto in pressione i singoli circuiti dal collettore, uno alla volta, e cerco il punto con termocamera e gas tracciante. Si apre una piastrella sola.
Perdite in giardino e tra contatore e casa
Il tubo che va dal contatore alla casa è spesso il primo a cedere: è sotto terra, magari da quarant’anni, ed è di ferro, piombo o di un polietilene vecchio. Il segno tipico è un prato bagnato in un punto o il contatore che gira. Trovo il tracciato con il cercatubi, il punto con geofono o gas tracciante, poi scavo con il mio miniescavatore solo lì. Ricordati che il tratto dopo il contatore è di solito a carico del proprietario, non del gestore.

I tubi in ferro vecchi
Nelle case costruite fino agli anni ’70 l’impianto è spesso in ferro zincato. Dentro, con gli anni, si forma una crosta di calcare e ruggine che stringe il passaggio e mangia lo spessore del tubo. Un giorno si buca, di solito su un raccordo filettato.

Quando trovo una perdita su un tubo così, te lo dico chiaro: posso riparare il punto, ma se il resto del tratto è nelle stesse condizioni, tra qualche mese si rompe poco più in là. A volte conviene rifare il pezzo di impianto in multistrato, finché il muro è già aperto.
Cosa succede dopo che l’ho trovata
Questa è la parte che mi distingue da chi fa solo la ricerca.
- Segno il punto e ti faccio vedere perché è lì: il grafico del geofono, l’immagine termica, la lettura del sensore.
- Apro solo lì. Una piastrella, un foro di carotaggio di pochi centimetri, una traccia corta nel muro. In giardino uno scavo stretto.
- Riparo il tubo con raccordi nuovi, o sostituisco il tratto rovinato.
- Rimetto in pressione e controllo che il manometro resti fermo.
- Richiudo e ti lascio la relazione con foto, data e descrizione del guasto, per l’assicurazione e per il gestore dell’acqua.

Un caso reale: Torino, bagno anni ’60
In un alloggio in condominio a Torino il vicino di sotto aveva una macchia sul soffitto del bagno. Con il geofono ho trovato il punto sulla parete della doccia. Ho aperto una fila di piastrelle: il tubo in ferro era corroso e dentro quasi chiuso dal calcare. Ho sostituito il tratto in multistrato. Leggi tutto il caso di Torino.
Quando la ricerca perdite non serve
Non tutte le macchie sono perdite. Prima di farti spendere soldi controllo queste tre cose:
- Condensa. Muffa negli angoli dei muri esterni, sui soffitti delle camere, dietro gli armadi: spesso è umidità dell’aria che si condensa sulle pareti fredde. Il contatore è fermo, la macchia peggiora d’inverno. Lì serve aerare e isolare, non il cercaperdite.
- Risalita capillare. Muri umidi nella parte bassa, intonaco che si sfarina fino a un metro da terra, nelle case vecchie e nelle cantine. È l’umidità del terreno, non un tubo.
- Un rubinetto o uno sciacquone che perde. Lo sciacquone che scarica in continuazione fa girare il contatore come una perdita vera. Prima di chiamarmi, guarda dentro la tazza: se c’è un filo d’acqua che scende, il problema è lì.
Se al telefono mi accorgo che è uno di questi casi, te lo dico e non vengo.
Quanto costa e quanto ci vuole
| Intervento | Fascia | Cosa include |
|---|---|---|
| Ricerca perdite acqua, base | 200–300 € | Sopralluogo, geofono e termocamera, fino a 2 ore di ricerca, relazione scritta con foto. |
| Ricerca avanzata (gas tracciante, microfono nel tubo, tubi interrati, riscaldamento a pavimento) | 350–500 € | Strumenti aggiuntivi, fino a mezza giornata, relazione con il punto segnato. |
| Scavo con miniescavatore e riparazione | da 500 €, a preventivo | Scavo, riparazione, ripristino, smaltimento di terra e detriti. |
| Trasferta | inclusa a Torino e cintura | 40–80 € per Cuneese, Astigiano e alta Val di Susa. |
Prezzi IVA inclusa. Fasce indicative: il prezzo preciso te lo dico al telefono prima di partire. Nessun supplemento per sera, notte o festivi.
Una ricerca in un appartamento richiede di solito una o due ore. Con il gas tracciante, o su una villetta con giardino, può servire mezza giornata. Se non trovo la perdita paghi solo la ricerca base, non le ore in più. Tutti i dettagli nella pagina prezzi della ricerca perdite.
Gas, zone e guide
Faccio anche la ricerca delle fughe di gas con prova di tenuta e riapertura del contatore. Lavoro a Torino, nel Cuneese con base a Cuneo e nel resto del Piemonte. Se il distributore ti ha chiuso il gas, leggi cosa fare con il contatore del gas chiuso.
Domande frequenti
Come si trova una perdita d’acqua senza rompere?
Prima isolo il tratto che perde con una prova di pressione, poi cerco il punto con geofono, termocamera o gas tracciante. Apro solo dove gli strumenti indicano, di solito una piastrella o un foro di pochi centimetri.
La termocamera trova tutte le perdite?
No. Funziona bene con l’acqua calda e il riscaldamento a pavimento. Con l’acqua fredda o i tubi profondi serve il geofono o il gas tracciante.
Quanto precisa è la ricerca?
Di solito trovo il punto con un margine di pochi centimetri. Per questo basta un’apertura piccola.
Il gas tracciante è pericoloso?
No. È una miscela di azoto con una piccola parte di idrogeno, non infiammabile, fatta apposta per le ricerche perdite. Si disperde nell’aria.
Riparate subito o devo chiamare un idraulico?
Riparo io, spesso nella stessa visita. Sono idraulico da vent’anni: trovo, apro, riparo e richiudo.
Mi lasciate un documento per l’assicurazione?
Sì, una relazione con foto del punto, foto della riparazione, data e descrizione del guasto, insieme alla fattura.
Mandami una foto del contatore o della macchia
Ti dico subito se serve un sopralluogo e quanto costa, prima di partire.
Rispondo anche di sera e nei festivi. Per le urgenze chiama, non scrivere.